Sopravvivere ai parenti a Natale.

Come sopravvivere alle domande dei parenti a Natale.

Per sopravvivere alla domande dei parenti a Natale scegli di diventare il vero protagonista. Ribalta la situazione con

In questo breve articolo, vediamo come sopravvivere alle domande dei parenti a Natale. 

Si tratta ovviamente di un articolo che sdrammatizza gli incontri con i “parenti una tantum”, ovvero quelli che vedi solo a Natale. 

Sicuramente, almeno una volta nella vita, ti sarà stata posta qualche domanda imbarazzante durante un pranzo o una cena di Natale. 

Le domande classiche potrebbero essere:

  • alla tua età e non ti sei ancora sposata/o? (domanda retorica, non cascarci)
  • io alla tua età avevo già 3 figli, una casa e un mutuo, tu quando inizi? (mai?)
  • ora che sei laureato/a pensi di sapere tutto? (so con certezza che non farei mai una domanda così)
  • quando ti trovi un lavoro serio? (domanda posta a chi solitamente ha un lavoro creativo)
  • ma il ragazzo che avevi l’anno scorso, era così carino, che fine ha fatto? (scava in giardino!)
  • non è tempo di mettere la testa a posto? (e diventare come te?)

Come sopravvivere? 

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 Partiamo dalla base della comunicazione. Le parole, quindi il contenuto, corrispondono a meno del 10%, ti consiglio quindi di lavorare sul restante 90%. 

Quasi la totalità della comunicazione infatti è composta dal linguaggio del corpo e il para verbale, ovvero il tono di voce, il volume, le pause, la velocità dell’eloquio. 

Tutti gli aspetti non verbali vanno curati alla perfezione!

Le domande alle quali non vorremmo mai rispondere sono infinite, specialmente in un contesto familiare, con dinamiche differenti da famiglia a famiglia. 

Non voglio soffermarmi sulle motivazioni che spingono i nonni, le zie, i cugini a porti determinate domande, ma voglio arrivare subito al sodo, alle armi difensive da utilizzare. 

 

Come sopravvivere alle domande dei parenti a Natale?

Ogni risposta, indipendentemente dal contenuto, deve avere come obiettivo mettere KO la discussione, la persona, l’argomento.

Indipendentemente dalle parole che utilizzerai, ti suggerisco qualche strategia che punta tutto sull’effetto sorpresa.

L’effetto sorpresa rompe così la trama comunicativa e sarai tu a dirigere il gioco. Vale in molti ambiti ma, all’interno di un nucleo familiare diventa poesia. Vai così a contrastare il flusso classico della comunicazione problematica tipico di alcuni eventi. 

 

Strategie sorpresa:

  1. Tristezza infinita. Sii Barbara D’Urso. L’obiettivo è far cadere subito la domanda, esagerando notevolmente l’emozione che ti ha suscitato. Solitamente chi pone queste domande scomode, non si aspetta di certo una reazione così esagerata. Collegandoti alla domanda che ti han fatto, anche a caso, racconta un episodio tristissimo, dicendo poi di non voler continuare perché ti fa commuovere. 
  2. Entusiasmo fuori dal comune. Indipendentemente dalla domanda, inventa progetti futuri come se stessi raccontando la trama del più bel film mai visto prima, esagera con i particolari, descrivi nei dettagli tutto ciò che ti passa per la testa. Mi raccomando un volume alto di voce, un buon ritmo e velocità. Non permettere mai all’interlocutore di poter ricalibrare la domanda. Fermati solo quando i tuoi commensali non si muovono più, non reagiscono o al limite, con scuse assurde iniziano a lasciare la stanza. Sorridi sempre. 
  3. Fuori pista incontenibile. Ogni famiglia ha lo “zio Gianni” o “zia Carmela” che, in ogni occasione e con ogni pretesto, racconta sempre e comunque lo stesso episodio. Visualizzato, capito? Tu devi diventare lo zio Gianni o Carmela. Preparati un racconto inutile, poco comprensibile, con riferimenti a serie TV appena uscite, usa termini tecnici, parole prese in prestito da altre lingue sconosciute. Farcisci tutta questa ricetta con un tono basso, ritmo serrato e sguardo perso per aria. Non cercare il contatto visivo, potrebbe suscitare in te la voglia di dare realmente un senso al racconto. Resta sempre nel vago ed incomprensibile, cederanno prima loro. 
  4. Rimbalza. Poni immediatamente una domanda a chi te l’ha appena posta, dev’essere molto più invadente, fuori luogo, imbarazzante, però fallo con la faccia di un bambino che ha appena visto Babbo Natale per la prima volta. 

Se questi consigli non dovessero funzionare, comunque non potrai mai dire di non averci provato! 

Buone feste a tutti. 

 

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